Bombardare il maestro Handan: la via della felicità attraverso il dolore

Bombardare il maestro Handan: la via della felicità attraverso il dolore

Taiwan è famosa per i suoi festival, ma non avrei mai immaginato di ritrovarmi sotto un vero e proprio bombardamento.

Ok, per scrivere questo articolo ho rischiato un occhio e tutti e due i timpani. Il minimo che potete fare per riconoscenza, voi seduti al sicuro sul divano, è di leggerlo e magari condividerlo.

Arrivati a Taitung siamo stati gentilmente ospitati dal direttore del museo di storia naturale della città, una cosa che non capita tutti i giorni. Fortunatamente Couchsurfing permette questo ed altro.

Dopo aver visitato il museo avendo l’onore di essere guidati dal direttore in persona, abbiamo deciso di vedere il festival delle lanterne. Un evento spettacolare tenuto nel mese di febbraio in cui il grande parco della città s’illumina di migliaia di lanterne colorate che avvolgono in un’atmosfera magica tutta la zona.

Ma non era questa l’attrazione principale alla quale ci stavamo preparando. Durante le mie letture di viaggio avevo sentito parlare di un festival particolare tenuto proprio a Taitung. Il nome era tutto un programma e ovviamente aveva catturato subito la mia attenzione: bombardare il maestro Handan.

Cosa diavolo voleva dire bombardare questo povero signor Handan? In breve la tradizione consiste in un rito propiziatorio-espiatorio in cui un volontario, vestito solo di calzoni corti e protetto da occhiali antinfortunistica, impersona una divinità chiamata appunto Handan. Egli viene portato in parata su una piattaforma mobile diventando il bersaglio di grossi petardi. Le ustioni sono comprese nel rito. Il tutto funziona in maniera molto semplice: più botti si ricevono, quindi più grossa è la sofferenza, e più fortuna e felicità si guadagnerà. Il ragionamento non fa una piega. Morire per rinascere, soffrire per purificarsi, e via dicendo. La gente del posto accorre a frotte e si diverte un mondo. Come dargli torto.

Un’altra peculiarità di questo rito è la partecipazione di molti gangster o ex-gangster locali che decidono di sottoporsi a questo supplizio per purificarsi dei crimini commessi o, più spesso, per dimostrare il loro coraggio. Taiwan in chiave gangsta? Un invito a nozze!

Ammetto che questo è uno dei festival più folli e masochistici a cui abbia mai partecipato. La gente dice che le ferite e ustioni provocate dai petardi sono molto comuni. Ma va?

Lo metto al secondo posto dopo il Festival Thaipusam di Penang di cui conservo ancora ricordi orrorifici.

Dopo aver ascoltato con estrema attenzione le descrizioni della gente ho cominciato ad avvertire quella piacevole scarica di adrenalina che precede le avventure e, molto più spesso, i guai. Dovete capire che sin da ragazzino ho avuto una vera e propria passione per petardi, fuochi d’artificio ed esplosivi in genere. Sentimento condiviso dal figlio dei vicini, con cui a volte mi dilettavo a fare la guerra usando bengala e granate fatte in casa con arance ripiene di petardi. Come potrete immaginare le nostre madri erano molto poco felici al riguardo.

Non è che sia cambiato molto: le campagne anti botti sui social con foto di cagnolini spaventati mi scivolano addosso come niente. Quando passo il capodanno cinese nella città di mia moglie mi trovate sul tetto a girare video a 360° gradi. Di conseguenza bombardare il maestro Handan era un’occasione ghiotta, il classico “essere nel posto giusto al momento giusto”.

Finché è iniziato il bombardamento.

Avevo deciso con i miei compagni di viaggio di essere quello in prima linea: avrei fatto le foto e i video nel posto più vicino possibile alla zona calda. L’evento si svolge in una piazza. Nel punto centrale viene ricavato un ampio cerchio transennato. Al suo interno si svolge lo show con il vero bombardamento, durante il quale gli spettatori assistono in relativa sicurezza dietro le transenne.

La mia idea era quella di essere in prima fila immediatamente dietro lo sbarramento, ma poi le cose hanno preso una piega decisamente diversa.

Quando lo spettacolo è cominciato ho capito subito di trovarmi al di là della zona di sicurezza perché intorno a me si era scatenato l’inferno. Nel caos pre spettacolo non ero passato al di là delle transenne: ero nella piazza sotto una pioggia di petardi!

Ho cercato senza troppo successo di non pensare ai racconti splatter di mio zio, un tempo oculista al pronto soccorso, il quale ha sempre disapprovato la mia insana passione per la polvere da sparo. Ma ero in ballo e dovevo ballare.

Uno dei miei amici mi ha lanciato una maglietta che ho prontamente messo attorno al capo a mo’ di turbante nel vano tentativo di proteggere i punti più a rischio. Il frastuono era assordante, il fumo rendeva difficile vedere e avevo i polmoni pieni dell’acro aroma di polvere da sparo. Ovviamente ero in estasi.

La mia strategia, che è risultata vincente dato che sto battendo sulla tastiera normale e non quella braille, è stata quella di seguire la parata dietro ai portantini che muovevano a spalle la piattaforma, i quali erano coperti da capo a piedi con le dovute protezioni. Dato che l’obiettivo era il poveraccio sulla pedana, restando leggermente indietro riuscivo a non espormi al tiro diretto ricevendo così solo i residui dei botti e qualche petardo impazzito o lanciato male.

Ovviamente correndo un rischio così alto dovevo quantomeno immortalare l’evento, quindi ho puntato la mia Canon e ho scattato. Non sempre riuscivo a centrare il soggetto perché avevo solo un occhio aperto nell’assurda convizione di riuscire a preservare quello chiuso in caso all’altro fosse successo l’irreparabile.

Alla fine del primo giro sono riuscito a mettermi in sicurezza dietro le transenne dove ho raggiunto mia moglie e gli amici che ridevano di gusto. Ero spaventato e eccitato allo stesso tempo.

Si sono poi succeduti vari bombardamenti, ad uno dei quali ha partecipato addirittura il sindaco di Taitung. Per verità di cronaca devo dire che la sua presenza era puramente rappresentativa. Egli infatti era completamente vestito e i petardi venivano lanciati lontani dalla sua persona. Probabilmente era un buon sindaco e lo hanno premiato risparmiandogli il supplizio.

Non sarebbe male importare in Italia questa ricorrenza. Ho pensato immediatamente ai politici nostrani e a piazza Montecitorio, dove la gente potrebbe aiutarli ad espiare qualche colpa attraverso un bombardamento di petardi depurativo.

A fine spettacolo ci siamo diretti verso il grande parco cittadino dove ci ha accolto un’atmosfera completamente diversa. Avevo bisogno di far riprendere le orecchie e riossigenare i polmoni affumicati. Famiglie e giovani coppie si aggiravano sotto i grandi alberi colorati scattando foto e scherzando. L’intera area verde era illuminata da lanterne di varie dimensioni e in tutto il parco regnava un’aria di pace lontana anni luce dal fracasso e dalla follia di poco prima.

Non dimenticherò Taitung, è stata una tappa memorabile del nostro road trip taiwanese e ci tornerei volentieri, magari proprio durante il bombardamento del maestro Handan. Forse con qualche protezione in più.

La pace dopo la battaglia

MINI-GUIDA DI TAITUNG
Chi era master Handan?

Ci sono due teorie sull’identità di questo personaggio. Una leggenda parla di un generale della dinastia Shang, poi consacrato a dio della guerra e della prosperità, con una particolare avversione per il freddo. Per ingraziarsi i favori di questa divinità la gente bersaglia la sua statua con razzi e petardi, nella cultura cinese simbolo del fuoco, il cui calore allontana il freddo.

L’altra teoria invece è molto meno poetica e prende origine dalla storia più recente. Il gangsterismo è endemico nell’area di Taitung. Secondo la leggenda Handan era un potente boss della zona che, pentitosi, aveva scelto un modo singolare di espiare le sue colpe: chiese ai suoi uomini di essere fatto saltare in aria con dell’esplosivo (un modo di andarsene in stile gangster movie cinese, bisogna ammettere). Uno spunto per i nostri pentiti?

Nei decenni scorsi la tradizione aveva preso una piega particolare. Molti esponenti della malavita affrontavano il supplizio del bombardamento di petardi per pagare i loro peccati o per dimostrare coraggio (ben pochi resistono più di qualche minuto sulla pedana).

Per questo motivo il governo locale aveva bandito la tradizione per diverso tempo. Il rituale, venendo associato al crimine organizzato, non metteva in buona luce la città e chi la gestiva.

Tuttavia negli ultimi anni le cose sono cambiate. Nonostante rimanga un rituale controverso e comunque associato al crimine, la sua popolarità fra la gente rimane alta. Sicuramente uno spettacolo difficile da dimenticare.

IL FESTIVAL DELLE LANTERNE

Il festival, a cui appartiene anche il rituale del bombardamento del maestro Handan, in realtà è una ricorrenza pacifica e molto suggestiva. Cade nel 15mo giorno del primo mese del calendario lunare cinese e si festeggia in tutta l’isola di Taiwan. Una delle attrazioni principali di questa festività sono le lanterne di carta che illuminano i parchi cittadini, rendendo l’atmosfera particolarmente evocativa perfetta per delle foto originali e per fare people watching. Vengono inoltre programmate diverse performance folkloristiche di musica e percussioni in tutte le maggiori città.

COME RAGGIUNGERE TAITUNG

La città si trova sulla costa sud orientale dell’isola di Taiwan, ed è collegata a Taipei con la ferrovia (tre ore e mezzo) e un aeroporto. Si può accedere anche da Kaohsiung sempre via aerea o con il treno (da due a tre ore). Diversi bus collegano la città con altre località taiwanesi.

ALLOGGIARE

Essendo una città abbastanza conosciuta è possibile trovare qualsiasi tipo di struttura ricettiva. Se prevedete di soggiornare durante il festival è imperativo prenotare con anticipo. Potete usare il sistema di prenotazione del mio sito, linkato in basso, che è collegato ai booking on-line più conosciuti:

NONOSTANTETUTTO BOOKING

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