Le 5 truffe a danno dei turisti più diffuse in Cina: come evitarle salvandosi il viaggio

Le 5 truffe a danno dei turisti più diffuse in Cina: come evitarle salvandosi il viaggio

La Cina è un mondo a parte, con le sue regole e le sue truffe. Non conoscerle vuol dire rischiare di rovinarsi un’esperienza altrimenti fantastica. Ma sono qui per aiutarti.

Quando mi trasferii in Cina non parlavo una parola di mandarino. Tutto, anche le cose più semplici, mi costava una fatica indicibile.

Ho imparato in fretta dai miei errori e soprattutto dai consigli degli amici più esperti. Oggi, parlando la lingua e conoscendo la cultura, posso dire di potermi muovere in Cina quasi con la stessa facilità di come farei in Italia. Dico quasi perché la Cina riserva sempre situazioni inaspettate.

Cristiano Mei sulla Grande Muraglia Cinese
Eccomi sulla Grande Muraglia. Se qualcuno cerca di vendertela, sappi che gatta ci cova.

Come fare dunque per evitare brutte sorprese?

Per aiutare chi si appresta a visitare questo immenso e affascinante paese, ho stilato una lista delle fregature più comuni ai danni dei turisti.

Eccole qui:

Cerimonia del tè in Cina

1. La cerimonia del tè

La bevanda nazionale. Andare in Cina e non bere almeno una tazza di tè sarebbe come venire in Italia e non provare un espresso o un cappuccino (con la differenza che in Cina la materia prima è autoctona).

Purtroppo molti artisti della truffa ci marciano e cercano in tutti i modi di alleggerirti il portafoglio.

La dinamica di questo raggiro è piuttosto semplice. Sei in un luogo frequentato da turisti, all’improvviso un cinese dai modi garbati e dall’inglese perfetto ti saluta e vuol fare amicizia con te. Ti chiede di dove sei, se ti piace la Cina, e cose simili.

Solitamente questa persona è di sesso femminile e anche molto avvenente. A volte si tratta di una coppietta, talvolta di due amiche o di un bel giovanotto. La costante è che sono giovani e dall’aspetto innocuo.

Dopo vari convenevoli si offrono di accompagnarti nei dintorni e tu accetti perché, in fin dei conti, sono carini e simpatici, non assomigliano mica a tagliagole o ruba bambini no?

Ad un certo punto ti chiedono con nonchalance se ti andrebbe di provare un’esperienza squisitamente orientale, ossia la cerimonia del tè. E visto che sei in Cina, sarebbe un vero peccato perdersela!

Così in men che non si dica ti ritrovi seduto al tavolo di un’accogliente saletta privata, in compagnia dei tuoi nuovi amici a vuotare tazzine su tazzine come se non vi fosse un domani.

Purtroppo l’idillio finisce non appena arriva il conto, una botta che può arrivare a diverse centinaia di euro!

Se cerchi di protestare si materializzeranno come per incanto individui di aspetto poco raccomandabile, dipendenti del locale, che ti faranno cambiare idea molto velocemente.

I simpatici amici che ti hanno portato in questo posto, ovviamente in combutta col proprietario, a questo punto si volatizzeranno magicamente alla stessa velocità di quando sono apparsi per strada.

Non ti resta che pagare la grossa somma (nessun problema, accettano anche carte di credito) e fare tesoro di questa esperienza.

Come evitare questa fregatura?

Certo, fa piacere chiacchierare con persone del luogo, e ti consiglio di farlo, però non seguirle in nessun posto. Almeno non subito.

Se dopo qualche minuto perderanno interesse perché non vuoi bere qualcosa con loro, è evidente che avevano un piano e tu glielo hai mandato a monte.

Puoi sorseggiare dell’ottimo tè cinese (e talvolta può costare tanto) ma non è con degli sconosciuti appena incontrati per strada che ti consiglio di provare l’esperienza.

taxi cab a Pechino in Cina

2. Il tassista infernale

Altra fregatura fra le top 5 che non accenna a tramontare.

Sei in un’area turistica e mentre decidi fra un selfie al volo o la foto al tizio che vende spiedini di scorpioni, ti approccia un signore dall’aspetto bonario che si professa tassista, ed infatti ti indica la sua auto parcheggiata laggiù, con tanto di insegne e colori regolamentari in bella mostra.

Assomiglia ad un bonaccione zio di campagna, dunque ti fidi. Tanto c’è sempre il tassametro, no?

E poi volevi giusto andare in quel posto consigliato dalla tua fedelissima app-di-viaggio-so-tutto-io.

E così inizia la corsa verso gli inferi.

Sì perché i numeri sul display del tassametro salgono a velocità supersonica come quelli nell’ascensore della Shanghai Tower.

A questo punto non sai che fare. Magari il taxi è pure regolamentare, ma il tassametro è stato “regolato” (leggi manomesso) in “modalità pollo da spennare”, solo per te. Che onore!

Potrebbe anche essere che tu sia capitato in un mezzo abusivo e tutto ciò che vedi scritto dentro sarà falso, generalità del conducente incluse.

Chiedi subito di scendere. Fa’ capire al tassista disonesto che non pagherai o lo denuncerai alle autorità. Ammesso che tu sia in grado di farlo in cinese.

Spesso questi personaggi diventano furiosi più di te ed alcune, rare volte potrebbero arrivare a minacciarti fisicamente. Non lasciarti intimorire, in genere è difficile che dalle parole possano passare ai fatti, ma non prenderla come una regola, anzi, valuta i rischi e i guadagni e decidi di conseguenza.

Se vi siete fermati in un luogo sperduto e la cifra non manda il tilt il tuo conto corrente, forse date le circostanze vale la pena contrattare sul pagamento e far tesoro dell’esperienza.

Il fenomeno dei taxi abusivi persiste ma in alcune aree il governo è riuscito ad arginarlo. La cosa difficile per il turista è conoscere quali siano le zone sicure.

Come fare allora?

Non entrare mai in un’auto senza contrassegni, o priva di tassametro.

Ma mi prendi per scemo? Dirai giustamente. Eppure giuro che capita, quotidianamente.

Quando in un taxi ufficiale l’autista non accende il tassametro prima di partire, intimagli di farlo (a gesti o come vuoi). Se rifiuta esci immediatamente.

Per qualunque problema in taxi autorizzati, scatta una foto al cartellino sul cruscotto (dove c’è la foto con le generalità dell’autista e identificativo del veicolo). Questo farà cambiare atteggiamento anche al più furbo.

Se il tassametro invece va a palla durante la corsa, fa’ fermare l’auto e scendi. Ti toccherà comunque pagare, ma sarà una cifra minore rispetto alla corsa intera.

banconote di yuan rmb cinesi in Cina

3. Le banconote magiche

E’ meraviglioso osservare come una banconota autentica possa inspiegabilmente diventare falsa nel giro di qualche istante. Ma in Cina, si sa, tutto è possibile.

Nonostante nel paese oramai si possa pagare tutto con lo smartphone, comprese le banane o il pesce al mercato, il turista usa molto il contante nei taxi, alle bancarelle o per compensare le guide e usufruire di alcuni servizi.

Gli artisti della truffa hanno perfezionato l’arte dello scambiare i soldi autentici con quelli falsi, acquisendo l’abilità di un prestigiatore.

Può capitarti ovunque. In un taxi, in un mercatino, con un battelliere o una massaggiatrice. Il modus operandi è però sempre lo stesso.

Tu consegni il contante e in un instante il farabutto scambia qualcuna delle tue banconote con dei falsi che aveva approntato da qualche parte. Naturalmente l’azione è così veloce che non ti sarai accorto di nulla.

Il truffatore inizierà così ad accusarti di avergli rifilato soldi contraffatti, facendoti notare con molto zelo le differenze con i soldi veri.

A quel punto ti chiederà di pagarlo con denaro autentico. Finirai dunque con lo sganciare soldi un’altra volta. Nella peggiore delle ipotesi pagando il doppio.

Una variante di questa truffa è che ti venga rifilato come resto un po’ di cartamoneta falsificata, giochetto facile facile in quanto non avendo dimestichezza con la valuta cinese non sei in grado di riconoscere quella contraffatta e l’accetterai senza batter ciglio. Ma non temere, se ne accorgerà sicuramente la prossima persona che pagherai con quel denaro.

Nel primo caso potresti minacciare di chiamare la polizia. Ma non è la cosa più facile del mondo se non parli cinese (e i poliziotti non sono molto ferrati con l’inglese).

Come non farsi fregare?

Quando non puoi pagare con la carta di credito, cerca di pagare con banconote di piccolo taglio (da 5, 10 o 20 yuan). I tagli più falsificati infatti sono quelli grandi, i 50 e 100 yuan.

Tieni sempre d’occhio la persona a cui porgi il denaro, non farti distrarre da nessuno. Nemmeno se dovesse passare Fan Bing Bing in minigonna.

Alcune persone segnano le 50 e 100 yuan con una penna o un timbrino ad inchiostro invisibile. Hanno poi una mini luce ultravioletta per controllare.

Sicuramente un sistema efficace ed economico, forse un tantino eccessivo se siete in Cina per due settimane.

autista di risciò cinese parla a turisti a Pechino in Cina

4. Il risciò maledetto

Quanto è bello osservare la Cina cullati dal lento dondolio di un risciò!

I luoghi più famosi di alcune località cinesi sono pieni di autisti intraprendenti, che spesso si presentano ai turisti per giri del quartiere a prezzi molto ghiotti.

A me non dispiace un bel tour a pedali, ecologico e silenzioso. Ammetto di rispettare queste persone. Se avete passato un’estate in Cina capirete quanto è duro pedalare tutto il giorno nella canicola.

Peccato che alcuni di loro non siano campioni di onestà.

La dinamica del trucchetto spilla soldi è questa: ti accordi per una cifra, solitamente a buon mercato, e salti allegro in carrozza.

Dopo aver girovagato per viuzze e piazzette ammirando la quotidianità dei cinesi, arrivato a fine corsa l’autista, con aria innocente, ti chiede un compenso smisurato.

Ovviamente protesti indignato continuando a ripetere la cifra accordata. Ma lui non demorde, anzi, ti accusa di aver capito male, che c’era uno zero in più nel prezzo accordato (erano 300, non 30 yuan!) o che la tariffa era a persona e non a corsa (nel caso tu sia accompagnato).

A questo punto la giornata è rovinata, ti senti frustrato e odi tutta la categoria degli autisti di risciò.

Non ti resta che forargli le gomme quando si allontana un attimo per comprare un baozi.

Cosa devo fare allora?

Il mio consiglio è quello di scrivere su un foglietto il prezzo concordato e, se sei in compagnia, sincerati che sia il costo finale della corsa e non a persona. Fa’ disegnini se necessario, l’obiettivo è mettere tutto in chiaro prima.

Se hai deciso per un itinerario/durata, non accettare offerte di prolungamenti o deviazioni durante la corsa. Potrebbero costarti care. Ma se ti va di continuare o deviare, devi ricontrattare subito il prezzo per evitare brutte sorprese.

paesaggio cinese dipinto

5. L’artista promettente

Molti viaggiatori rimangono affascinati dai dipinti cinesi. Spesso ritraggono paesaggi bellissimi, oppure animali esotici incantevoli. Poi ci sono le stupende calligrafie di ideogrammi tradizionali fatte con inchiostro nero. Sono sicuramente dei souvenir molto affascinanti ed anche degli apprezzati regali, a patto di capirci qualcosa d’arte cinese.

La fregatura infatti è sempre in agguato.

Il modo in cui il turista viene raggirato ricorda quello della cerimonia del tè. Vieni approcciato da giovani locali, che si spacciano per studenti d’arte. Come sempre hanno un aspetto rassicurante e parlano bene inglese. Se sono ragazze posso essere davvero carine.

Invece di portarti a bere tè ti propongono di vedere dipinti, offrendosi di spiegarti tutti i segreti dell’arte pittorica cinese, così diversa da quella occidentale. Insomma avrai a disposizione degli esperti tutti per te, cosa potrebbe mai andare storto?

Così ti ritrovi in un atelier pieno zeppo di quadri. Dopo qualche decina di minuti il proprietario comincerà a proporti di acquistare qualche tela, facendosi sempre più insistente.

A differenza della truffa del tè, dove hai già fatto la consumazione, qui finchè non acquisti qualcosa non dovrai pagare nulla.

Tuttavia resta l’amara delusione di essere stato attirato con l’inganno e che l’affabilità dei sedicenti studenti non sia stata genuina.

Che fare?

Se non vuoi trovarti nella situazione descritta non seguire in negozi d’arte persone appena conosciute.

Qualora tu sia cumunque incuriosito e ti vada di vedere qualche tela, metti subito in chiaro che darai solo un’ occhiata.

Nel caso dovessero spingerti a comprare, basta mostrarsi molto fermi e distaccati. Poi allontanarsi senza tentennamenti.

Si possono acquistare tele cinesi molto belle, e sicuramente le pagherai meno che in Europa, però se non sei un intenditore sarà meglio farsi consigliare da qualcuno che ne capisce veramente e di cui ti fidi.

Come evitare le truffe in genere?

Per chi è vissuto in Cina per tanti anni è facile capire quando qualcuno ci sta marciando.

Per un viaggiatore è molto più complicato.

Io ho tre suggerimenti collaudati, e funzionano una meraviglia:

Acquistare un tour

Un tour organizzato, non necessariamente di gruppo ma anche solo per te e i tuoi amici, ti risparmia tutte queste seccature. Avere una guida locale che ti consiglia, tenendoti lontano da possibili fregature, è impagabile.

Attenzione però, la guida non è una babysitter. Molti tour individuali, se fatti bene, lasciano del tempo libero a disposizione per avere un po’ di esperienze fuori dalla zona di conforto. In caso di necessità basterà chiamare la tua guida al cellulare.

Informarsi

La conoscenza è tutto. Leggi blog sulla destinazione che ti appresti a visitare, cerca su Google le possibili fregature più diffuse in questi posti. Compra libri sulla cultura locale. Interagisci sui social con esperti della località, saranno lieti di rispondere alle tue domande o consigliarti su locali tipici o lo shopping.

Insomma, più ne saprai, più sarai sicuro di te. Al contempo apparirai meno sprovveduto ai predoni in cerca di vittime da spennare.

Couchsurfing

Anche se non vuoi dormire da un couchsurfer, potrai comunque contattarlo per un incontro. Ho avuto esperienze bellissime con persone del posto pur alloggiando per conto mio in albergo.

Ad Hanoi una ragazza vietnamita mi ha fatto da guida per un quartiere non turistico dove da solo non mi sarei divertito affatto.

Abbiamo assaggiato cibi che non avrei potuto trovare e tanto meno ordinare in zone turistiche, e a prezzi ridicoli. Insomma, è stata un’esperienza indimenticabile.

La Cina è una destinazione turistica fra le più sicure, basta avere buon senso e seguire le mie dritte.

Finisco con il consiglio della nonna che funziona ovunque (in realtà è di Max Weber):

“Se è troppo bello per essere vero… probabilmente
è un imbroglio”

Buon viaggio!

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